lunedì 23 giugno 2008

Un po di conti....

Cari Amici, lontani e vicini,
Nell’augurarvi una buona settimana lavorativa, vorrei scrivere un breve pensiero.
Breve ma con molteplici aspetti, finanziari, amministrativi e anche un po socio-demografici.

Leggiamo il reportage di questo giornalaio di Repubblica, che ovviamente e’ indignato oppure finge di esserlo, visto che non gliene frega niente neanche a lui, per come sono usati I fondi del terremoto in Molise.

Nel Molise, un milione per Internet senza fili tra gli sfollati del sisma del 2002Su 550 milioni erogati dallo Stato, solo 248 sono stati investiti per la ricostruzione

Soldi del terremoto per il wi-fiIn baracche ma "cittadini digitali"

Il terremoto colpì il Molise il 31 ottobre 2002
SAN GIULIANO DI PUGLIA – […]Un milione di euro di fondi pubblici per portare il sistema wi-fi (una connessione veloce ad Internet attraverso la banda larga) nei comuni più danneggiati dal terremoto del Molise.[…]
Per completare le nuove case servono altri fondi pubblici. Eppure dei 550 milioni di euro erogati dallo Stato per il sisma (fino ad oggi), solo 248 sono stati effettivamente investiti per la ricostruzione, mentre 170 milioni sono stati utilizzati per il "programma di ripresa produttiva" e per "promuovere il territorio".

La prima cosa da spiegare a questo indignato signore e’ la seguente: visto che tutte le case sono da ricostruire adesso e’ il momento migliore per fare passere i cavi della banda larga, banda stretta, cablaggio e gia che ci sono sotterrare un po di scorie tossiche di Napoli.

Quindi io non vedo proprio la ragione per cui lamentarsi se prima di ricostruire delle case si fanno i lavori per le infrastrutture, sarebbe come lamentarsi di non avere la carta igenica prima di aver cacato.

Ma bando alle metafore, e vediamo un altro aspetto del piano che viene ingiustamente criticato: il reportage dice che “dei 550 milioni di euro erogati dallo Stato per il sisma (fino ad oggi), solo 248 sono stati effettivamente investiti per la ricostruzione”.

Ora, se non mi sbaglio, il terremoto Molisano fece scalpore, perche’ crollo’una scuola elementare, quindi le prospettive di crescita demografica di quel paese sono giustamente state ripensate sotto questo nuovo aspetto.
Mi spiego, visto che sono morti i bambini, le case non hanno piu’ bisogno della stanza del figlio(ah Nanni Moretti, che profeta), quindi c’e’ un risparmio di vani e di divani.
Quindi i fondi stanziati all’inizio per la ricostruzione del paese,sono oggettivamente troppi perche’ non solo non ci sono piu’ i bambini, cosa che fa risparmiare nella costruzione delle case, ma anche perche’, con una popolazione che invecchia,gli unici negozi che vanno ricostruiti sono la merceria e l’alimentari per le donne e ,per gli uomini il bar e il barbiere, che possono poi essere uniti sotto un unico negozio dall’insegna: BAR(biere).
Che poi sarebbe un’idea geniale, visto che in entrambi gli esercizi si parla di donne, motori e calcio, se si potesse fare nello stesso posto, si eviterebbero ripetizioni e soprattutto furti di opinioni originali, che cosi di frequente succedono tra i vecchi.
Si potrebbe bere il cappuccino mentre ci si taglia i capelli, certo bisognere stare attenti che il tagliato non finisca nella tazza, ma con un copribicchiere tipo quelli del macdonald’s ed una cannuccia anche questo problema sarebbe risolto.

Ma basta divagare, il problema e’ molto molto serio, questo giornalista fa finta di indignarsi per dei fondi che vengono usati male, ma la vera problematica di fondo e’ ben un’altra:
IL MOLISE NON ESISTE!!!!!!!

Il Molise cosi come ci viene presentato dal dopoguerra e’ solo una creazione dei media.
Vi siete mai chiesti perche’ la geografia italiana si studia solo alle elementari?
Perche’ i bambini credono a tutto e non fanno domande: per loro il Molise e’ tanto vero quanto i Pokemon o gli scudetti dell’Inter.
Qualcuno di voi ha mai visto una macchina targata Isernia o Campobasso? Queste due fantomatiche citta’ sono descritte solo nei libri di Jules Verne nessuno le ha mai viste per davvero.
Avete mai ricevuto una cartolina da Isernia?
Quindi perche’ i media ci vogliono far credere che esiste il Molise? E che e’ avvenuta una disgrazia? E che servono piu’ soldi?

E’ una manovra dell’albo dei giornaisti italiani, che per permettersi i loro faraonici stipendi, una cospirazione ai danni dei contribuenti comunitari.
Questa subdola messinscena e’ ovviamente una mossa della lobby dei giornalisti, pensate alla facilita’ che hanno di intrufolarsi nei set cinematografici e portare via i materiali che servono per la loro pantomima, e in piu’ possiedono troupe,truccatori e tecnici luci che sono tutti complici.

Per il cosiddetto terremoto del Molise hammo usato un set rubato a Cinecitta’, di qualche miniserie TV sui bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale (con Luca Zingaretti e Claudia Pandolfi) e poi si sono messi ad impersonare gli abitanti dei centri colpiti da questo fantasmagorico sisma.

Dai filmati di repertorio, si potra’ infatti riconoscore Enrico Mentana, che interpreta uno dei pochi bambini scampati, Emilio Fede che fa il sindaco, Bruno Vespa che fa l’anziana donna che piange sulle macerie e Simona Ventura (si, Simona Ventura e’ giornalista) che fa la squillo del paese.

So che questa mia denuncia prima o poi sara’ ascoltata.
Basta soldi al Molise basta soldi ai giornalisti.

L’abruzzo confina con la Puglia, in qualche angolino dei vostri cuori lo sapete anche voi.
Sicuro che anche voi, avevate capito l'arcano, auguro una
Buona Camicia a Tutti!